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SALEWA GLOBAL INFLUENCER SUMMIT, UN’ESPERIENZA AUTENTICA E SOSTENIBILE

by Marzia Bortolameotti

Arrampicata, ferrata, speed hiking, pioggia, freddo, caldo, vento, tenda, rifugio. Non ci siamo fatti mancare nulla al Global Influencer Summit organizzato da Salewa in Alta Badia, un’esperienza unica che ha coinvolto ben 60 “influencer” da tutto il mondo.  Quattro giorni intensi fatti di avventura, condivisione, riflessioni e sostenibilità. Giorni spartani di autentica e pura montagna, prima in rifugio, poi sotto le stelle, in tenda.  Un modo giusto di vivere la montagna, senza sfarzi nè inquinamento, con mezzi ecologici e piatti biodegradabili, raccogliendo i propri rifiuti a fine esperienza.

Volete sapere come è andata? 

Day 1

Non sai cosa ti aspetta! Arriviamo al Salewa headquarter a Bolzano, tutto molto misterioso, poche indicazioni sulla mail di convocazione del summit: “Fate due zaini, uno da portare in rifugio, l’altro da lasciare in tenda”.  Facce nuove, altre già conosciute, parliamo tra di noi e ci scambiamo idee e pareri su come saranno questi 4 giorni.  Dopo una breve introduzione, davanti alla palestra di arrampicata indoor di Salewa, ci siamo divisi in 4 gruppi e 3 diversi rifugi. Siamo poi saliti in quota con mezzi ecosostenibili per ridurre le emissioni di CO2.

Camping Dlacia

Arrivati al Camping Sass Dlacia (il campeggio più alto delle Dolomiti), in 8 siamo poi saliti a piedi, circa un’oretta di cammino, al rifugio Scotoni.Un rifugio bellissimo e confortevole dove, dopo una gradevole cena, abbiamo pianificato la gita del giorno successivo con le nostre guide. Luca ed io siamo con Hubert, una guida esperta che ama viaggiare e mi racconta delle sue esperienze di freeride sulla powder giapponese. In camera, le ultime chiacchiere, prima di crollare nel letto.

Day 2

La sveglia suona alle 7. Guardo fuori dalla finestra, il tempo purtroppo non è dei migliori, secondo Hubert, che controlla il radar, alle 10 verrà da piovere. La via che avevamo pianificato il giorno precedente (Dietro Dall’Oglio), causa maltempo, non si può fare. Ripieghiamo quindi per la via normale che porta Cima Del Lago. Sotto una pioggerellina concludiamo la via, dalla cima lo spettacolo ripaga le fatiche. Un po’ di vento e la nebbia diventa meno fitta, lasciando intravedere le vette circostanti.

In vetta a Cima Del Lago

Scendiamo con alcune calate e alle 13 torniamo ai piedi della parete. Per Hubert è troppo presto per tornare al rifugio e ci propone di continuare il giro. Luca ed io accettiamo, anche se non ci rendiamo esattamente conto a cosa andremo incontro. Si ritorna a camminare in salita, arriviamo ai piedi della cima Fanis Sud e attraversiamo la Cengia Veronesi che presenta brevi tratti attrezzati. Passiamo sotto una galleria con le frontali e ci troviamo dall’altra parte. Attraversiamo un nevaio, percorriamo un pezzo di ferrata in discesa, risaliamo dei ghiaioni e siamo pronti per la lunga discesa che ci riporterà al rifugio.

Sono ormai le 16, e stiamo camminando ormai da ore. La discesa è lunghissima, inizia a piovere. Per un’ora scendiamo con la pioggia battente e, finalmente alle 18, arriviamo al campeggio. Scopro che abbiamo fatto circa 1.400 metri di dislivello, ma i km Hubert non me li vuole dire e afferma: “In montagna, non contano i km, ma solo il dislivello!”.

Sono tutta bagnata, una doccia calda, cambio di vestiti e sono pronta per la cena. Cerco l’acqua e riempio la borraccia consegnata il primo giorno per ridurre l’uso della plastica. La birra è comunque la bevanda giusta da abbinare a puntine e salsicce. Fuoco acceso, musica dal vivo (The Bastard Sons of Dioniso), condivisioni di esperienze sotto le stelle, fanno dimenticare la pungente notte di fine settembre.

In tenda

Il freddo torna però a farsi sentire in tenda, dove bisogna davvero vestirsi bene per riuscire a chiudere occhio. La mia compagna di tenda, Elisa, dorme come un ghiro, io fatico ad addormentarmi, ma alla fine chiudo gli occhi e penso al giorno successivo.

Day 3

La sveglia suona sempre presto. L’appuntamento per la colazione è alle 7 e, giustamente alle 7, Elisa ed io ci catapultiamo fuori dalla tenda. Thè caldo, pane, marmellata, yogurt, formaggio e speck: colazione da campioni. Ci ritroviamo alla reception per la divisione delle escursioni. Io sono con Didi e con Andy, un fotografo austriaco. Saliamo al Passo Falzerego, e parcheggiamo poco sotto. Andiamo all’attacco della via assieme ad Helen e suo marito, una coppia di spagnoli amanti della montagna. Attacchiamo la “Via delle Guide” sul Kleiner Falzaregoturm (9 tiri, IV grado).

Photo: Andreas Monsberger

Una via piacevole, a tratti esposta, ideale anche per chi è alle prime armi, c’è infatti solo un passaggio un po’ più impegnativo (IV+). Arriviamo in cima in un paio di ore, Andy continua a scattare foto e attiva il drone. Due le calate e iniziamo la discesa “in conserva”. Alle 13 siamo al passo a berci una birra e mangiare un panino con gli altri ragazzi del summit. Si parla di arrampicata, montagna e ci si scambia le opinioni sulle vie fatte. Si torna al camping e questa volta mi concedo, con Elisa, sauna e bagno turco per distendere i muscoli.

Photo: Andreas Monsberger

Ma la giornata non è ancora finita, ci aspettano due workshop: “Il magico mondo degli algoritmi” tenuto da Ninjalitics e “Come prodotti e sostenibilità possono coesistere”. In quest’ultimo workshop, Salewa ci racconta i progetti in atto per la sostenibilità ambientale e raccoglie le nostre riflessioni sulle azioni future per la salvaguardia dell’ambiente. È tempo della cena, dopo aver realizzato i nostri canederli, possiamo finalmente mangiarli! Fuoco acceso, una chitarra, e tanta voglia di condividere ancora le proprie esperienze, prima dell’ultima notte in tenda.

Day 4

E’ purtroppo già tempo di tornare a casa e fare le valigie. Ma è FridayForFuture, il terzo giorno di sciopero globale per il clima e anche noi diamo il nostro contributo, raccogliendo i rifiuti in quota. Dopo una lezione di Yoga, tenuta da Marta Andreoli (Social Media & Influencers Marketing Specialist), abbiamo iniziato con la raccolta dei rifiuti.

“Con questo Camp, abbiamo voluto dare un forte connotato di Corporate Social Responsibility – afferma Antonella Girone, E-Commerce & Digital Marketing Manager – Vogliamo sensibilizzare la nostra community all’attenzione verso l’ambiente, con la riduzione degli sprechi: abbiamo preso gli autobus per ridurre le emissioni di C02, non abbiamo utilizzato una sola posata o piatto di plastica, ma il packaging in bioplastica. Con queste scelte vogliamo trasmettere l’importante concetto che dobbiamo preservare il nostro territorio ed è proprio la generazione più giovane che deve muovere questo cambiamento”.

Photo: Camilla Pizzini

Oltre ad una bellissima esperienza, questo Salewa Summit ci ha lasciato in eredità un modo di vivere la montagna più autentico, genuino e sostenibile.

 

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