Ricominciare a camminare

Ero abituata a non stare mai ferma, sempre con lo zaino pronto, in viaggio o in montagna, avevo iniziato l’anno dicendo “Questo è il momento del girovagare, dei cammini in tenda e delle notti in aeroporto…”.
A gennaio cantavo a squarciagola “ Don’t stop me now” dei Queen, pronta per tuffarmi in tutte le avventure che avevo organizzato, incastrando fughe in montagna con gli amici tra una partenza e l’altra.

Invece no, il 2020 mi ha ricordato che non sempre tutto va come pianificato, è risultato essere il periodo in cui mi sono fermata, o meglio, ho dovuto fermarmi: sono passata dallo studiare gli itinerari nelle Dolomiti al cercare di capire come funzionasse il forno per fare la pizza, dalle alzatacce perché “così abbiamo tutta la giornata davanti” alle placide mattinate passate passeggiando con il cane a 400m da casa.
Un anno che ha sfidato tutti, un tempo che sembrava fermo e invece passava, più veloce che mai, portando paura, inquietudine, nostalgia ma ricordandoci anche di gioire per quelle piccole cose che ormai si davano per scontato.

Ho cercato di vivere gli eventi con ottimismo, mi dicevo che sarebbe ripartito tutto a breve, e in un certo senso è stato così, l’estate ha concesso un respiro di sollievo e io me la sono goduta tutta. Trekking su Alte Vie, arrampicate vista lago, spostandomi dal Lagorai alla Sardegna. Mi sentivo di nuovo padrona del mio tempo, del poter tramutare i miei sogni in obiettivi. E poi.. “ STOOOOOOOP”, di nuovo tutto fermo, di nuovo un impalpabile fluire delle giornate.
Non si esce dalle regioni e non si esce nemmeno dai comuni.

Si torna ad andare sulla montagna del paesello (mi sento davvero molto fortunata ad abitare in un posto che ha letteralmente boschi e montagne come giardino), mi consolavo pensando che almeno questa volta c’era un po’ più di liberta rispetto a marzo e aprile, inoltre, il nuovo anno era in arrivo e mi convincevo che sarebbe ripartito tutto, come era successo per l’estate, un po’ come se alla mezzanotte del 31 dicembre 2020 succedesse una magia.

I tempi però hanno iniziato ad allungarsi e le scorribande dietro casa hanno cominciato ad annoiarmi, era tutto “ già visto e già fatto”.
Iniziavo ad accusare la monotonia del momento, mi sentivo angosciata dall’incertezza e inquieta.
Non volevo però abbattermi, arrendermi a questa staticità: ho così pensato di usare questo periodo non solo per studiare e pianificare nuovi itinerari ma anche per fare una selezione e una revisone di vestiti e attrezzatura, e collaudare il setting perfetto per il mio zaino, così da avere tutto pronto per le prossime avventure.

Insomma, ho identificato quei capi “ di cui mi fido”: il pantalone che non si allarga dopo una volta che lo si usa, il pile che tiene caldo ma occupa poco spazio, la maglia “puzza- approved” ( dopo 2 giorni di cammino non c’è comunque speranza di essere fresche e profumate)

È stata anche l’occasione per iniziare a testare e mettere alla prova i miei nuovi scarponi DOLOMITE STEINBOCK WT GTX, arrivati freschi freschi prima del 2° lockdown.

DOLOMITE STEINBOCK WT GTX

Non potevo certo limitarmi a camminarci su percorsi e terreni sicuri, volevo essere certa che fosse lo scarpone perfetto per le mie prossime avventure, e quindi, spinta anche dal mio essere stufa di percorrere sempre gli stessi sentieri, ho iniziato a “ perdermi”, a uscire dalle tracce battute.
È uno scarponcino leggero e allo stesso tempo solido e avvolgente sul piede, nasce per il trekking estivo ma anche sulla neve e il fango risulta molto performante grazie alla combinazione di varie tecnologie: l’innovativa suola Michelin offre stabilità e aderenza e la fodera in GoreTex lo rende impermeabile e traspirante.

La suola Michelin è, infatti, dotata di tasselli intagliati per una maggiore aderenza e adattabilità, e multisfacettati per una migliore trazione e resistenza all’usura. Una scarpa performante e sicura con un nuovo design dell’intersuola, in EVA bidensità, capace di offrire una maggior stabilità, ammortizzazione e confort.

Io poi lo trovo SUPER CARINO e ho deciso che mi accompagnerà in tutte le prossime uscite.

Così, mentre ero focalizzata sull’organizzarmi per le avventure future, sognando posti inesplorati e per me nuovi, sono tornata a sorprendermi e a guardare con occhi diversi una montagna che pensavo di aver visto fin troppe volte, ad ascoltarla e ad ascoltarmi, quando ormai mi sembrava non ci fosse più niente di nuovo a cui prestare attenzione.

Mi sono fermata, ho deciso di vedere il presente, di smettere di proiettare solo sul futuro.
Ho sentito l’aria fresca sul viso, il prepotente scorrere dell’acqua, i morbidi suoni della neve..mi sono fermata, solo per immergermi in questi rumori e sul bello del “Qui ed ora”.

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