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LA PROTEZIONE SOLARE E’ DAVVERO IMPORTANTE IN MONTAGNA?

by Antonella Bergamo

PREPARARE LO ZAINO

Quando prepariamo lo zaino per uno, due o più giorni, non trascuriamo mai di portare da coprirci perché è noto che in montagna il vento e le basse temperature sono una costante e non dimentichiamo mai di ripararci al meglio. Anche la situazione opposta  non va affatto trascurata, ossia di trovarsi in quota anche con trenta gradi sotto un sole bruciante e quindi con una conseguente  possibile ustione in agguato. Man mano che si sale l’aria diventa sempre più rarefatta e più secca.  A questo si aggiungano il vento e le basse temperature che non sono condizioni ideali per la pelle. Se è pur vero che le zone più esposte sono limitate al viso ed alle mani, la cute in generale tende a comunque desquamarsi più che a basse quote.

IL SOLE “AMICO- NEMICO”

Il sole è luce, calore, ottimismo ed allegria e quindi è percepito come una presenza amica.  Ma i suoi raggi, che all’alba in montagna aspettiamo con impazienza per riscaldarci un po’, nascondono delle insidie che non vanno sottovalutate.  Più si sale e più è sottile lo strato di ozono che filtra i raggi sia infrarossi che ultravioletti.  In questo modo a noi arrivano, man mano che saliamo, più radiazioni che non al livello del mare. Essi hanno sulla pelle sia effetti immediati, che effetti di accumulo, che possono manifestarsi anche molti anni dopo l’irraggiamento.

I RAGGI ULTRAVIOLETTI

Le scottature e le ustioni sono i danni immediati che compaiono dopo poche ore dall’esposizione e vengono determinati dai raggi  ultravioletti di tipo B, presenti soprattutto nella parte centrale della giornata. L’invecchiamento precoce della pelle (cheratosi attiniche, macchie e tumori della pelle), sono invece i danni che si manifestano dopo anni, per l’effetto mutageno e di accumulo dei raggi ultravioletti soprattutto di tipo A che sono presenti durante tutto l’arco della giornata.

I raggi ultravioletti in associazione con una predisposizione genetica, che quindi varia da individuo ad individuo, sono da considerare uno dei principali fattori di rischio per il melanoma. Una parte della radiazione incidente sulla pelle viene riflessa e l’altra parte che viene assorbita, rappresenta la cosiddetta radiazione residua.

LA RADIAZIONE RESIDUA

La radiazione residua induce effetti positivi quali lo stimolo di produzione di vitamina D,  ma quando la sua carica energetica supera una certa soglia, può determinare specifici danni cutanei. La pelle si difende con l’ispessimento dello strato corneo e la produzione di melanina: il pigmento cutaneo che determina l’abbronzatura; entrambi questi fattori comunque rivestono un ruolo protettivo limitato e non sufficiente.

L’UV Index esprime il livello della radiazione ultravioletta incidente. Esso esprime la quantità di UVB contenuti nella radiazione solare in un particolare luogo ed istante: 1-2 basso,  3-4-5 moderato,  6-7 alto,  8-9-10 molto alto,  11+ estremo.

CHE FATTORE SFT USARE IN MONTAGNA

La protezione nei confronti della  radiazione ultravioletta B è descritta dal valore SPF (dall’ inglese Sun Protection Factor). In montagna 50+ è il valore di protezione indicato come efficace.  Il sistema «UVA Star Rating» descrive il livello di protezione nei confronti dei raggi UVA. Usare una protezione è quindi fondamentale durante tutte le nostre attività all’esterno.

QUALE CREMA SCEGLIERE  

Una buona crema ha un fattore di protezione costante nel tempo. Agisce in modo preciso, ostacolando sia le radiazioni UVB sia quelle UVA. Garantisce grande protezione e leggerezza sulla pelle. La crema ottimale è anche sicura, cioè evita l’assorbimento della propria parte filtrante attraverso la cute. Deve avere una ottima efficienza protettiva e buona tollerabilità e sicurezza di impiego. Caratteristiche queste che la rendono ideale soprattutto per bambini e per  pelli molto sensibili.

C’è una nuova efficace tecnologia,  costituita da una finissima rete di molecole lipofiliche, che legano i filtri solari intrappolandoli e facilitano l’assorbimento delle sostanze funzionali. Un ottimale livello di idratazione della pelle è indice di integrità della barriera cutanea, che con alta probabilità viene compromessa durante l’esposizione solare.

I prodotti  più adatti, dedicati a viso e collo, sono arricchiti con una speciale miscela di molecole di acido ialuronico a differente peso molecolare. Tale tecnologia è appositamente studiata per contrastare la formazione di rughe e altri segni di invecchiamento cutaneo causati dal sole.

QUANDO VA APPLICATA LA CREMA

La crema va applicata prima di ogni attività all’esterno, almeno 30 minuti prima dell’esposizione al sole, comprese le orecchie. Va tenuta nello zaino e riapplicata dopo 3-4 ore. Le labbra richiedono una applicazione più frequente. Quando il cielo è coperto ma si intravede un accenno di sole, usare sempre la crema perché comunque, anche se non sembrerebbe, il 90% delle radiazioni attraversa la coltre nuvolosa. Per la quantità da applicare vale la regola del polpastrello: la quantità che sta su un polpastrello corrisponde ad un’area di pelle grande come tutta la mano.

Buone gite!

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