SlowAlps project

Ogni grande avventura nasce da un sogno, ed ogni sogno da un grande amore. Mi chiamo Elisa, e il mio grande amore è la montagna. E in particolare il camminare, la lenta scoperta di un luogo, i grandiosi paesaggi conquistati con una vetta, il dialogo con sé che si crea solo nei momenti di fatica.

Da qui nasce SlowAlps, il mio ambizioso progetto di percorrere tutte le Alpi a piedi, da sola e in autonoma.

Nel 2012 avevo 17 anni, e ho fatto il mio primo trekking, la mitica Alta via 1 delle Dolomiti. Con due amiche siamo partite dal lago di Braies, sulle spalle degli zaini abnormi, che contenevano tutta la nostra inesperienza e il nostro giovane entusiasmo. Per me è stata una folgorazione.

Da allora ho cercato sempre il tempo e il modo di ripetere quella esperienza, dividevo il tempo sulla base della possibilità di fare un viaggio a piedi. Fu proprio di ritorno da quel viaggio, inebriata di felicità e smaniosa di avventura, che scoprii la Via Alpina.

Questo ambizioso percorso cavalca tutte le Alpi, da Trieste a Montecarlo, senza mai scendere di quota. Ho capito subito che avrei dovuto percorrerlo! Da allora non  ho mai smesso di sognarlo, di sperare che un giorno sarei partita.

Dicevo a tutti quelli che conoscevo:  “Il mio sogno è percorrere le Alpi a piedi!”

Chi rideva, chi mi prendeva in giro, che scuoteva la testa. Sono le stesse reazioni che vedo attorno a me oggi, che ho deciso di partire. Poi è nato il Sentiero Italia, che negli ultimi due anni è stato fortemente pubblicizzato e valorizzato dal CAI. Questo lungo itinerario parte dalla Sardegna, passa in Sicilia e risale gli Appennini, per poi attraversare le Alpi.

I due itinerari spesso coincidono, a volte divergono di molto. Per questo ho deciso di servirmi di entrambi. Così ho modellato il mio itinerario un po’ sull’uno e un po’ sull’altro, a seconda dei posti che più voglio visitare.

Sono molti anni che sogno questo viaggio, eppure non ho mai avuto il tempo (o forse il coraggio) di partire.

È stato forse il Covid a spingermi verso questa decisione. I lunghi giorni passati in casa mi hanno fatto molto riflettere sulla mia vita attuale e quella futura. Se mi guardo ora mi vedo intrappolata in una situazione che mi sta stretta, sempre a rincorrere un lavoro, accontentandomi di situazioni ingiuste e umilianti.

Sempre più imbrogliata in una latente depressione e in un fatalismo cronico non riuscivo più a sognare un futuro diverso, io che ho sempre avuto grandi progetti. Da qui la decisione di partire, per staccare la spina, per uscire da questa routine stagione-cerca lavoro-stagione. Camminando avrò il tempo di pensare di nuovo e più serenamente al mio futuro.

Così partirò dalla Liguria non appena sarà possibile, col mio fedele zaino. Dentro tutto il necessario per vivere 4 mesi in montagna: tenda, sacco a pelo e materassino, fornello a gas e gavetta, e la mia inseparabile macchina fotografica. Mi sposterò solo a piedi, niente autobus, niente seggiovie. Dormirò in tenda, quando possibile nei bivacchi, e qualche volta in rifugio, per concedermi una doccia calda.

Non sono un eroe, e non sono esente da paure. La mia paura più grande è di non farcela, di mollare e poi pentirmene. Ma non posso permettermi di pensarci ora. Adesso posso solo pensare che sono super motivata e non vedo l’ora di partire!

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