Imprenditoria al femminile

Questa è una storia un po’ diversa da quelle che trovate di solito sul nostro blog, la montagna c’entra solo in parte, però ci andava di condividerla perchè può essere fonte di ispirazione per molte di noi e perchè.. anche in montagna si può andare con “trucco e parrucco”. Questa è la storia di Lia Giordani, che nel 2013 ha aperto il suo centro estetico “Nagua”, a Trento, con cui collaborano tante ragazze e lei ha saputo sviluppare un’idea imprenditoriale davvero originale.

“Nel 2013 ho deciso di aprire un salone estetico, dove la mia passione, le unghie, erano le protagoniste. Prima di partire, ho analizzato l’esigenza della clientela media che voleva un servizio veloce, massima disponibilità e orari flessibili. E ho, quindi, creato un salone “a modo mio”.

Scegliere il nome è stato difficile: si può dire che è capitato. Durante un viaggio in Repubblica Domenicana in cui facevo da interprete per degli americani diretti all’ospedale di Santo Domingo abbiamo attraversato un paese di nome Nagua: colori splendidi, cultura affascinante, dove la terraferma è sotto al livello dell’oceano e per entrare nel mare caraibico serve salire uno scalino. Un paese soggetto ad inondazioni, dove crescono le altissime palme del cocco: il nome è l’abbreviazione di “en agua”, nell’ acqua

In quel momento, ho pensato che se quel salone non fosse andato bene, il giorno in cui avrei fallito, sarei tornata a vivere lì, a Santo Domingo.

Nel 2013 mi dicevano tutti che ero matta ad aprire, che in sei mesi avrei chiuso e perso tutto, che era l’anno della crisi…

Nagua ora è un’ estetica col parrucchiere dentro, con i servizi classici rivisitati dal mio punto di vista. Con i miei metodi, la mia visione. Il tipo di cera che ho tanto cercato, le punte delle frese e gli spingipelle che ho portato dal Venezuela, l’acrilico che viene dal Belgio, i semipermanenti dagli Stati Uniti e dalla Spagna, il metodo per fare le sopracciglia che m’ha insegnato nel parco vicino ad Harrods la mia amica Nbori, servitrice araba di un gruppo di mogli di un riccone londinese. 

Ho creato gli orari ad hoc per le clienti che lavorano, gli spazi affinchè le mie ragazze avessero una cucina per loro, gli orari continuati e flessibili.

Ho iniziato il 18 novembre 2013, e ho lavorato fino a 16 ore al giorno e m’è successo di tutto; conosco tantissime persone, ho imparato un sacco di cose e posso dire con assoluta certezza che avere un’azienda come la mia, non solo porta ad un analisi del prezzo pagato e dei soldi  guadagnati: i conti si fanno con la persona che si diventa.

Mi sento in debito con quel nome, Nagua, perchè l’ho rubato a un posto strano che stava benissimo dov’era: per sdebitarmi assieme a mio padre Luciano, che vive li, abbiamo creato da qualche tempo una Casa per i bambini orfani. Sono 43 ad oggi, alcuni piccoli e altri più grandi. Molti sono mulatti, figli di ragazze locali e “visitatori” europei. A volte li lasciano sulla porta, a volte li porta la polizia.. 

In questi anni ho avuto il grande onore di conoscere tante persone, specialmente donne: stando con loro ho visto  tante dinamiche e posso solo dire che molte mie clienti sono davvero speciali.

Quando si trovano donne ironiche, forti, indipendenti, intelligenti, allegre, allora si può percepire il valore dello stare insieme, la forza di un gruppo. Il divertirsi di poco, il raccontare sfortune e avventure, tradimenti, sensi di colpa, e rendersi conto tutte assieme di quanto siamo semplici nel nostro essere complesse.

Ricche, povere, belle, brutte, dottoresse, psicologhe, giuriste, bariste, casalighe, tutte assieme… si accettano e si confrontano. Dalle loro estetiste. 

Per me, uno smalto sulle mani non è un colore, ma la scelta di una donna di piacersi, di curarsi, di prendersi del tempo, di dedicarsi delle attenzioni. E’ un momento sacro e prezioso, perchè mentre una donna è felice delle sue mani o della piega dei suoi capelli, si ricarica, si rigenera, e una donna che si ama e si migliora, è un’anima indistruttibile. 

Per se stessa, per la sua famiglia, per la società! “

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