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PARI OPPORTUNITA’ TRA LE GUIDE ALPINE

by Anna Torretta

Vorrei rompere un tabù: è giunto il momento di parlare nel Collegio delle Guide Alpine di “pari opportunità”, intese come nuovo modo di vedere le relazioni tra uomini e donne.

Nelle Guide Alpine, la presenza femminile è al di sotto del 2%, in Trentino come in Valle d’Aosta, in Italia come all’estero e siamo quasi nel 2020! Quando Renata Rossi è stata la prima donna a diventare Guida Alpina, in Italia, erano gli anni ’80, e più o meno in Francia e in Svizzera erano gli stessi anni. Da quella data ad oggi siamo sempre una piccolissima minoranza a rappresentare la presenza femminile.

Ci chiediamo perché? Ci interroghiamo su questa statistica del 2%?

E’ una domanda che faccio alle guide, al nostro Presidente Pietro Giglio, ma anche ai lettori. Vorrei chiedere alla presidenza dell’Uiagm un corso propedeutico dedicato solo alla figura femminile, un corso di introduzione alla professione, ancora prima di arrivare alla selezione per il corso.

Un corso per insegnare, da donna a donna, come superare le difficoltà percepite di una professione che è ancora ritenuta dai più una lavoro maschile. Ho sempre creduto che l’esempio portato da una donna guida alpina, esperta alpinista, ad un’altra donna sia un fattore prioritario e determinante per spingere a credere in se stessa.

Anna Torretta (Foto: @javipec)

Per concludere mi farebbe piacere che altre colleghe fossero interessate ad uno scambio di idee, di esperienze e di metodi di lavoro. Sarebbe bello fissare una data e trovarsi in autunno ad arrampicare insieme, e a discutere davanti a un tavolo.  Ma intanto potete cominciare a scrivermi e dirmi cosa ne pensate.

Forse il meeting diventerebbe ancora più interessante se aperto anche a quelle ragazze che ogni tanto nei loro sogni hanno pensato alla professione “più bella del mondo”, o magari non ci hanno mai pensato, ma semplicemente sono affascinate dalla montagna.

Le donne possono solo portare tanti benefici alla nostra professione, sia nelle aree tradizionali quali l’attenzione per i bambini, le famiglie, il mondo della scuola, ma anche nelle nuove aree di evoluzione, ovvero pedagogia, inclusività e disabilità, oltre che sviluppare criteri di assicurazione e movimentazione specifici e dedicati.

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