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L’INFERMIERA APPASSIONATA DI MONTAGNA

by Massimo Dorigoni

Oggi siamo in Valle di Non, in Trentino, dove nonostante sia inverno le giornate sono riscaldate da un sole primaverile.  Il paesaggio è a dir poco spettacolare e il blu del cielo si intreccia con i prati già verdi. Solo qualche macchiolina bianca di neve è rimasta nei campi, giusto ad indicare che l’inverno pare sia giunto anticipatamente al capolinea. È in questa splendida cornice montana posta a due passi dal Gruppo montuoso delle Dolomiti di Brenta che incontriamo la nostra “Donna di Montagna”.

È una giovanissima e entusiasta Laura Poletti, residente a  Nanno in Val di Non che, dopo aver conseguito il diploma di Perito Agrario All’istituto agrario di San Michele all’Adige ha pensato di cambiare radicalmente indirizzo di studio laureandosi in Scienze Infermieristiche all’Università degli studi di Verona. Laura è ora dipendente all’Azienda dei servizi alla persona “Santa Maria” di Cles. È qui che, dopo il turno di lavoro ci ha dato appuntamento per fare con lei una passeggiata tra i meleti e raccontarci della sua infanzia, della sua storia e delle sue passioni.

Laura Poletti

Come è nata la tua passione per la montagna?

Ho la passione dell’andare in montagna fin da quando ero piccola. Mio papà Mario è un grande appassionato di montagna. Lo vedevo partire presto e tornare tardi dalle sue escursioni con sci e bici, sempre sorridente. Così fin dalla tenera età di sei anni lo ho seguito con entusiasmo su piste e sentieri. Le gite nel Gruppo di Brenta, le escursioni al rifugio “Giorgio Graffer”, le salite nella palestra arrampicata lì vicina mi hanno fatto prendere confidenza con il mondo verticale, inizialmente tutto mi sembrava un gioco, poi la passione si è fatta grande. Amo infatti da sempre le ferrate e lo sci alpinismo.

Parliamo della tesi. Il titolo della tesi parla chiaro: “Il territorio di montagna e i bisogni di salute: aspetti infermieristici, sinergie e supporti strutturati”. Puoi sintetizzare in breve e parole semplici il contenuto?

La mia tesi che ha visto come Relatore il dott. Claudio Ramponi e come Correlatore il dott. Marco Cavana che prestano il proprio servizio presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia Autonoma di  Trento ha di per se molte sfaccettature. Accenna alla preparazione che il turista dovrebbe avere prima di affrontare un’escursione in quota.  Parla del rapporto tra il turista e la montagna mettendo al centro di esso il rifugio come punto di riferimento, luogo di riparo e di necessità anche sanitaria nel momento del bisogno. Approfondisce di come e quanto l’azienda sanitaria trentina possa mettersi a disposizione dell’escursionista in maniera concreta costruttiva e utile proprio nelle strutture spesso ubicate in luoghi solitari.

La tesi di laurea

 Come infermiera hai intenzione di prestare in futuro il tuo servizio sul territorio montano?

Assolutamente sì. Questo è quello che mi auguro. Poter realizzare il sogno di mettere la mia esperienza di infermiera e di amante della montagna a favore delle persone che frequentano la montagna. Mio padre è da sempre nel Corpo del Soccorso Alpino alla stazione di Cles e spero di poter un giorno seguire le sue orme. Mi affascina molto l’idea di poter prestare il mio servizio in elicottero.

Laura. Quanto ti senti una donna di montagna?

Io mi sento tanto una donna di montagna. Vivo la montagna in un modo che posso definire “bello” non limitandola a una professione o facendone una questione di gare. Amo stare a contatto con la natura e in essa trascorrere giornate di spensieratezza e divertimento.

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