Rifugio Vajolet in inverno

23 Dicembre. Antivigilia.

È un anno strano, difficile e nonostante il Natale porti sempre con sé una carica emotiva che mi fa stare  bene, che tira fuori la bambina che c’è in me quest’anno lo sento distante, come la mia famiglia e gli amici  che non potrò vedere perché rinchiusi in un’altra regione. Domani l’Italia torna “rossa” per le festività e  nonostante il tempo non sia dei migliori decidiamo comunque di stare all’aria aperta, di respirare un po’ di  libertà.

Anche per questa escursione la direzione è la Val di Fassa, nello specifico la località Munciòn (1550m) dove  parte il sentiero per il Rifugio Gardeccia (1950m).

È una bella forestale larga e ben battuta che con ampi tornanti e una pendenza non troppo eccessiva ci fa  raggiungere il rifugio in circa un’ora e mezza.

Rifugio Vajolet

Siamo circondate dalla bellezza dolomitica del gruppo del Catinaccio e dai boschi di pino Cembro, o più  conosciuto in queste zone come Cirmolo. È una pianta molto particolare perché è l’unico pino che presenta  ciuffi di cinque aghi e viene usato soprattutto per i suoi benefici sulla salute.

Il profumo, sprigionato dalla  sua perfetta combinazione tra vitamina C, oli essenziali, resina, trementina e pinoli è persistente e regala un  piacevole senso di calma alla psiche umana.

Diamo un occhio dietro il rifugio e vediamo che c’è una traccia in direzione del Rifugio Vajolet (2245m). I  nostri polmoni, ma forse più la nostra testa e il nostro cuore hanno bisogno di ancora un po’ di aria e  decidiamo di proseguire la nostra escursione.

Il sentiero si fa più impegnativo, è un alternarsi di cumuli di neve e ghiaccio che a tratti fanno sprofondare i  piedi, in altri punti bisogna stare attenti a non scivolare.

Il panorama rimane sempre sublime e percorriamo  questi trecento metri di dislivello avendo sempre davanti l’imponente verticalità delle Torri del Vajolet,  sette ardite strutture rocciose sulle cui pareti sono state scritte pagine memorabili di alpinismo, e la vista  del Rifugio Preuss abbarbicato sulla sommità della roccia (2243m). La nostra meta, come una fanciulla  timida, si mostra solo alla fine.

L’aria non è troppo frizzantina e decidiamo di fermarci a mangiare quassù godendoci il silenzio e la  meravigliosa vista che ci circonda, il nostro regalo per questo strano Natale.

DETTAGLI PERCORSO

Tempo: 2h Rifugio Gardeccia

1h Rifugi Preuss e Vajolet.

Dislivello: 400m Rif. Gardeccia

 300m Rif. Preuss e Vajolet

Difficoltà e pericoli: Sentiero Escursionistico. In inverno prestare particolarmente attenzione. In generale è sicuro fino al rifugio Gardeccia, anche se si raccomanda comunque di valutare sempre le condizioni della  neve. Per i Rifugi Preuss e Vajolet attenzione al pericolo valanghe!

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