ImillaSkate, le skater andine

ImillaSkate Fotografía: @guxtavorojas

Probabilmente le prime cose che vengono in mente pensando alla Bolivia sono le Ande, la foresta amazzonica, l’aria rarefatta dall’altitudine media sopra i 2500 metri, i colorati abiti della tradizione andina, e le lunghe, nere e lucide trecce delle donne di questa terra.

Questi ultimi due elementi del folklore locale, che derivano in parte dalla colonizzazione spagnola e che nei secoli si sono fortemente radicati nella cultura Boliviana, ci conducono alla scoperta di qualcosa, o meglio di qualcuno che ha reinterpretato e dato nuova vita alla tradizione di questa terra, in maniera del tutto inaspettata.

Si tratta delle ImillaSkate, un collettivo fondato nel 2019, nella città di Cochabamba, Bolivia, da Daniela Santiváñez e altre due amiche.

Il nome stesso del gruppo riassume i suoi due elementi fondanti: Imilla nella lingua quechua significa “ragazza” o “giovane donna”, lo skate è invece la ben nota tavoletta a rotelle inventata in California negli anni ’50.

Dall’accostamento di queste due parole, dall’unione di una cultura millenaria e di quella rockabilly, nascono le ImillaSkate: un gruppo di ragazze che fa skate indossando le polleras (le ampie, strutturate e colorate gonne della tradizione andina) e portando lunghe trecce e cappelli tradizionali.

Le due anime del collettivo, quella dello skate: sportiva, un po’ trasgressiva e fortemente contemporanea; e quella delle polleras che rimanda a un universo femminile, rurale e tradizionale si fondono e amalgamano dando luogo a un processo di contaminazione culturale ed empowerment femminile.

Queste giovani donne nella loro pagina Instagram si definiscono “Donne skater boliviane unite per diffondere lo sport estremo al femminile”. Le Imilla affermano che questo sport gli ha insegnato ad avere fiducia in sè stesse, ad amarsi ed accettarsi e, soprattutto, a rialzarsi dalle cadute.

Attraverso la pratica dello skate, associato a un universo fortemente maschile, mirano alla diffusione di valori come l’emancipazione femminile, il coraggio di essere sè stesse e anche di fare scelte controcorrente.

Fare questo sport indossando le polleras, tra slalom, salti, evoluzioni aeree e qualche necessaria caduta, è una scelta di ribellione. La scelta di rivendicare con decisione la forza, l’importanza e la bellezza delle radici andine, che in Bolivia sono state causa di emarginazione ed esclusione sociale. Molte donne, infatti, nel corso degli anni hanno scelto di abbandonare gli abiti tradizionali a causa delle forti discriminazioni subite nei secoli dai due gruppi etnici indigeni della Bolivia gli Aymara e i Quechua, espropriati delle proprie terre, impoveriti e spinti ai margini della società boliviana.

Le ragazze hanno quindi deciso di recuperare le gonne simbolo della loro tradizione, tirandole fuori dai bauli delle proprie madri, zie e nonne; strappando via l’etichetta di “Folklore” e rimettendole al centro della scena e della vita quotidiana e dinamica di ragazze poco più che ventenni.

Le Imilla intendono mostrare come le donne possano fare qualsiasi cosa, vestendosi come desiderano e senza aver paura del giudizio altrui.

Le polleras, che prima venivano associate con il mondo rurale e con un lontano passato, sono ora simbolo di inclusione su rotelle, empowerment femminile e diversità. Le ampie gonne colorate accompagnano le evoluzioni in skate delle Imilla e le fanno sentire forti, orgogliose delle proprie origini e potenti.

Photo credits @guxtavorojas

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