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“HO LASCIATO GENOVA E MI SONO TRASFERITA IN VAL DI FASSA”

by Chiara De Pol

“Il profumo del bosco dopo un temporale, il suono di un ruscello alpino, i colori sgargianti dei fiori di montagna… sei vieni dalla città impari a vedere e ad apprezzare tutti questi dettagli a cui le persone che vivono qui sono abituate e che spesso danno per scontate. Qui, l’energia della terra e della natura si incontrano, e quando riesci a sentirle non ne puoi più fare a meno”.

Con queste poche parole Nadia Pitto racconta la sua (nuova) vita in Val di Fassa, Trentino. Mentre chiacchieriamo i suoi occhi si rivolgono spesso verso le montagne, come si fa con delle vecchie amiche a cui ci si rivolge per cercare consiglio. Quelle montagne, le Dolomiti di Fassa, le hanno rubato il cuore e la hanno portata a trasferirsi qui per costruire un Agritur in mezzo alla natura. Ora vive qui, con la sua famiglia, in una vita scandita dai ritmi lenti dell’orto e delle coltivazioni e quelli più sostenuti della gestione dell’agritur e dei suoi tre bimbi. Tra tisane bio fatte con le sue erbe officinali e le farine ricavate dai cereali del suo orto con cui ogni giorno prepara deliziose torte per i suoi ospiti, Nadia sente di aver fatto la scelta giusta e non tornerebbe indietro per nulla al mondo.

Nadia come è nato l’amore per questa terra?
Fin da piccola i miei genitori mi portavano qui in vacanza. Ricordo la vecchia pista ciclabile dove passavo gran parte del mio tempo; notavo tutto: le radici sporgenti degli alberi, il profumo del bosco bagnato, i ruscelli d’acqua purissima.. già allora i miei occhi erano colmi d’amore per questa natura incontaminata e pura.

Nadia Fitto

 

Quando hai deciso di cambiare vita?
Mi sono laureata in Architettura, inizialmente pensavo di aiutare mio papà lavorando con lui nell’azienda di famiglia, ma poi non ho saputo resistere al richiamo della natura e di questa terra e ho deciso di trasferirmi in Val di Fassa. Ho lavorato per un periodo in Comune a Moena; piano piano nei ritagli di tempo mi dedicavo alla mia passione, quella della coltivazione delle erbe officinali e dei fiori che mi davano sempre più delle grandi soddisfazioni. La passione per questa terra e per le erbe e piante officinali mi portano a lasciare il posto fisso in comune. Nel 2016 decido quindi di dedicarmi unicamente ai miei campi e alla coltivazione di cereali (cerali da cui ricavo pregiate farine integrali di montagna). Mi salta in mente che sarebbe bello poter seguire tutta la filiera: dalla piantina al prodotto finito. Così nel 2018 inizio i lavori per costruire una nuova struttura: il laboratorio di trasformazione in cui le mie idee prendono forma, il bioshop dei prodotti aziendali, e l’agriturismo con 7 stanze e la mia idea più bizzarra: la casa sull’albero ai margini del bosco. Nasce così Fiores Azienda Agricola Biologica ed Eco-Green Agriturismo a Vigo di Fassa.

Cosa coltivi nel tuo Agritur?
Produciamo infusi e tisane biologiche, prodotti e cosmesi e sciroppi naturali, entrambi lavorati con gli estratti delle nostre piante officinali. Tutto è iniziato con un piccolo orticello vicino casa. Abbiamo prima coltivato alcuni tipi di piante officinali abbinate ad alcune erbe aromatiche. Dopo l’essiccazione naturale abbiamo sperimentato qualche miscelazione dalle quali sono nate tisane ad uso casalingo. Con il tempo, abbiamo ampliato le nostre vedute coltivando piante officinali ed aromatiche biologiche in due terreni a 1350 mt di altitudine circa. Nei successivi anni, abbiamo iniziato a coltivare sempre più campi distribuiti tra Vigo di Fassa, Soraga e Pozza di Fassa e, oltre alle nostre amate piante officinali, abbiamo iniziato a lavorare anche grano saraceno, orzo e frumento.

Erbe officinali e fiori di montagna, come mai questa passione?
Ho passato tanto tempo ad ascoltare mia nonna e ad accompagnarla nelle colline sopra Genova, ricordo che lì la malva cresceva selvatica e lei la usava come medicamento. Una volta arrivata in Val di Fassa ho avuto la fortuna di conoscere “Carletto” Pederiva, un signore di Vigo di Fassa che, una volta capita la mia passione per erbe e fiori, mi ha insegnato tutto quello che sapeva. Mi portava con lui nei boschi della Valle oppure passava da casa a portarmi delle piantine affinché io potessi riconoscerle ed impararne i benefici. È venuto a mancare lo scorso anno, porto avanti io la sua passione ora.

Una vita che apparentemente è in contrasto con i ritmi frenetici in cui ci ritroviamo a vivere, che ne pensi?
Qui rimetti tutto in prospettiva: si dà importanza a stare all’aria aperta, alle relazioni tra le persone, al legame stretto con la natura: nelle stanze non abbiamo messo le tv, è stata una scelta ben precisa, un messaggio chiaro: state fuori, spegnete tutto. Respirate la natura.

Hai 3 bambini, che futuro vorresti per loro?
Spero che viaggino molto, che imparino a vivere nel mondo, che conoscano persone di nazionalità e culture diverse e che si arricchiscano così, ma poi spero che vogliano tornare qui, nel nostro angolo di paradiso per aiutarci nella gestione dell’azienda.

C’è un fiore che vuoi dedicare alle Donne di Montagna?
La Monarda: è un fiore unico, con un profumo incredibile, amata dalla api per cui utilissima, di un colore rosso sgargiante che trasmette energia pura e che sopravvive all’inverno: un fiore molto forte, come le donne di montagna.

 

Intervista di Chiara a Nadia

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