LA FESTA DEGLI “OMIGN DA MONT”

Festa degli “Uomini della Montagna” e quindi anche delle guide alpine a Campitello di Fassa

La Festa degli “Omign da Mont” rappresenta un momento di incontro fra persone che amano la montagna e che in montagna lavorano ed operano.
Erano quattro o cinque anni che disertavo questa celebrazione per i più svariati motivi. Devo essere sincera, l’ultima volta mi sembrava di essere nel mezzo di una festa organizzata ad hoc per turisti, con relativo rinfresco e unico discorso pronunciato da un rappresentante del Comune che, alla luce di quanto detto, si capiva stesse parlando di qualcosa non fosse esattamente il suo campo. Insomma una festa del turista e del turismo che va benissimo ma non il giorno di Ferragosto, almeno da noi quassù in montagna.

In questo giorno già anticamente nessuno, né pastori né contadini, si recava in montagna, ma alla Santa Messa per onorare “Senta Maria Maor”. Ed è da questa usanza che qui a Campitello nasce questa celebrazione anche grazie all’appoggio dato dall’allora parroco del paese Don Tito Vecchietti al gruppo Guide Alpine Alta Val di Fassa, Ciamorces, Soccorso Alpino e CAI SAT Alta Val di Fassa che uniti, rifacendosi alla profonda tradizione religiosa dei valligiani e al loro legame con la fede cristiana, decisero di porre in essere questa celebrazione.

Queste associazioni al tempo rappresentavano quasi un’ unica entità poiché membri e presidenti erano praticamente le stesse persone e intersecavano collaborazioni ed attività. Esclusi i primi due anni, la festa si è sempre svolta presso la Casa delle Guide, posto di ritrovo per tutti i gruppi menzionati. Quasi da subito si iniziò ad allargare la festa agli uomini della Montagna del Centro e Bassa Fassa, invitando anche Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri, Forestale, Croce Bianca e Rossa, Gruppo Alpini e Vigili del Fuoco oltre alle autorità della Valle. Per alcuni anni arrivava pure una rappresentanza dei Catores dalla Val Gardena, delle Aquile di San Martino e delle Guide alpine di Madonna di Campiglio.

Ci furono poi ospiti illustri come nel 1984 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini che presenziò alla festa e alla collegata inaugurazione del Monumento alle guide posto in piazza a Campitello, o come nel 1999 quando l’allora Primo Nunzio Apostolico e futuro vescovo di Trento Mons. Luigi Bressan celebrò la Messa. E quella non fu l’ultima volta, infatti Bressan tornerà ancora in veste di vescovo a festeggiare a Campitello il 15 agosto.
Questo è anche il giorno delle guide alpine che celebrano la loro attività in quanto custodi delle montagne. Così come in Fassa anche altre storiche società di guide alpine delle Alpi la ricordano, da Courmayeur ad Alagna, dalla Valsavaranche a Cervinia, dalla Valmalenco alla Val Masino, da Cortina d’Ampezzo a San Martino di Castrozza. Questa festa rappresenta un momento di ritrovo, socializzazione, ricordo di colleghi scomparsi, ma anche un momento per onorare la figura professionale della guida alpina che tanto ha fatto per l’economia ed il turismo di questi luoghi.
Le guide alpine qui in valle significano Piaz, Micheluzzi Rizzi, Bernard, Pederiva. Nomi storici che hanno tracciato itinerari nuovi sulle nostre “crepes” come le chiamiamo noi e che hanno fatto la storia delle e sulle nostre montagne..

E di nuovo quest’anno abbiamo avuto l’onore della presenza del Vescovo di Trento, don Lauro Tisi, che con un’ omelia coinvolgente ha raccolto l’attenzione del pubblico. Toccanti le parole del presidente dei Ciamorces Bruno Pederiva che ha sottolineato il grosso impegno del Fassa Climbing, vivaio per le guide del futuro, per la splendida organizzazione dei Campionati Europei svoltisi a fine giugno proprio nella struttura di arrampicata ADEL dedicata agli indimenticabili soccorritori della val Lasties morti a dicembre 2009. Alex, Diego, Erwin, Luca. Entusiasmante il discorso del ”ciamorc” (i Ciamorces sono un gruppo alpinistico) Stefen del Monech, Stefano Dellantonio, che ha ricordato l’andar per montagne dei nostri antenati e predecessori. Mi ha fatto venire in mente una canzone ladina della Val di Livinallongo che recita “sulle montagne, lontano dai peccati e più vicino a Dio”.

Una festa perfettamente riuscita e che mi ha fatto rivivere quella sensazione di quando ero bambina quando guardavo con ammirazione la sfilata degli “Uomini della Montagna”, compreso mio padre Renzo Favè, guida alpina, maestro di sci, vigile del fuoco e per ben 25 anni capo del Soccorso Alpino Auta Fascia a cui ha letteralmente “donato il cuore” e che a questa festa ci teneva più che a qualunque altra festività..
Un tuffo nel passato, ma anche un’ occasione per ricordare che l’unione fa la forza come ha sottolineato nel suo discorso il sindaco del paese Ivo Bernard. Un momento per sentirsi uniti, ”adum” in ladino ha detto il Primo Cittadino, perché è poi implicito delle genti di montagna fare unione nei momenti difficili ma anche nei momenti di festa, come oggi.

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