Elisabetta Marconi, una donna di montagna per rifugio capanna presena

Fine anni 70: un’intrepida ventenne prende in mano la gestione di un rifugio a 2750 mt di quota, senza acqua, luce o telefono e con il solo aiuto della sorella 17enne e del giovanissimo fratello, ex campione azzurro di sci.
Questa è la storia di una ragazza con un sogno e la forza di realizzarlo, la storia di una donna di montagna.

Potrebbe essere la trama di un romanzo familiare, di formazione, emancipazione, femminismo e avventura, è invece la storia di Elisabetta Marconi, della sua famiglia e del Rifugio Capanna Presena. 

Il Rifugio ai suoi albori era chiamato “Capanna Soldà” ed era, appunto, una semplice capanna pensata per gli sciatori del ghiacciaio Presena.
La sua costruzione si deve al padre di Elisabetta, l’architetto Piero Marconi, che lo progettò e lo fece costruire nel 1965.
Non era semplicissimo raggiungerlo, visto che la funivia Paradiso arrivava solo fino a 2580 mt, restava spesso isolato e le difficoltà erano non poche: dall’approvvigionamento dell’acqua all’elettricità, dai rifornimenti con la teleferica a raggiungere il Passo del Tonale (1883m) a piedi in caso di necessità.
Il rifugio fu successivamente ampliato nel 1970 e si poteva raggiungerlo in Jeep e trasportando a spalla materiale vario.

Elisabetta, appena ventenne, la sorella Angela e il fratello Francesco presero in gestione il rifugio solo nel 1976, mettendo in piedi una struttura ricettiva a gestione familiare, con annessa scuola di Sci.
I tre giovani rifugisti si occupavano di tutto: dalla selezione del personale, ai rifornimenti, dalla promozione turistica all’accoglienza degli ospiti, dalla scuola di sci alla gestione quotidiana della struttura. 

L’avventura dei Marconi si è conclusa nel 1992: 30 anni in cui Elisabetta,Francesco e Angela hanno gestito con passione, dedizione e impegno Capanna Presena.

È facile immaginare la forza, l’entusiasmo, la voglia di farcela di Elisabetta e dei suoi fratelli:  il loro sogno di gestire uno dei più amati rifugi del Trentino con uno spirito da pionieri e la voglia di vivere e far vivere la montagna.
Elisabetta racconta di come gli anni passati in rifugio abbiano portato molti cammini a incrociarsi, molte mani a stringersi tanto da formare amicizie forti come legami familiari. 
Il rifugio Capanna Presena è stato demolito e totalmente rinnovato nel 2015.
Ora è un rifugio moderno, ben collegato, facilmente raggiungibile e con tutti i comfort per gli sciatori più esigenti…ma il rifugio originale resterà nei ricordi di generazioni di trentini e turisti insieme ai sorrisi e all’entusiasmo dei tre giovanissimi che con tenacia, caparbietà e visione hanno realizzato il proprio sogno bianco. 

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