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Benedetta Lucarelli, giovane aspirante guida alpina

by Marzia Bortolameotti

Benedetta Lucarelli, 22 anni, di Campitello in val di Fassa, maestra di snowboard e accompagnatore di media montagna, e sta finendo il corso guida alpina.

Benedetta, tu vieni dal mare, sei nata e cresciuta a Ravenna… come è nata la tua passione per la montagna?

Sono nata molto più vicina al mare di quanto uno possa pensare, sono nata appunto a Ravenna, in Emilia-Romagna dove ho vissuto per i primi 14 anni della mia vita. Ho iniziato a scalare prestissimo, avevo infatti 3 anni quando mio padre mi portò la prima volta. Fu letteralmente amore a prima vista. Iniziai a scalare nella palestra dell’Istrice Ravenna, storica società d’arrampicata di Ravenna. Mi dedicai con tutto me stessa a questo sport, facendo gare nazionali, ottenendo diversi podi a livello giovanile, e qualche master internazionale. Era tutto bellissimo, mi allenavo in palestra con i miei migliori amici e ci divertivamo insieme. Tuttavia non era abbastanza. A 9 anni iniziai a scalare su roccia in falesia e a 10 feci la mia prima via alpinistica in Dolomti, insieme a mio babbo e Luca Prinoth, guida alpina fassana. Quella via, scalata nel luglio 2008, mi cambiò la vita. Da quel giorno decisi che il mio futuro sarebbe stato tra le montagne, decisi che un giorno sarei diventata guida alpina.

Eri giovanissima, insomma, quando hai deciso di diventare guida alpina..

Continuo a scalare, dividendomi tra gare, falesia e montagna, salendo la ma prima via da capo cordata in Dolomiti a 12 anni. A 13 anni mi arrivò la notizia dell’esistenza del liceo della Montagna di Tione. Senza sapere neanche bene che cosa fosse, decisi che quello sarebbe stato il posto perfetto per continuare a inseguire il mio sogno. Questo liceo prevedeva un test d’ammissione, fisico e teorico, da svolgersi nella primavera della terza media. Stava andando tutto bene, continuavo ad allenarmi, a fare le gare e a prepararmi per questo importante appuntamento. Tuttavia il 9 ottobre 2011 successe qualcosa di inaspettato, qualcosa che avrebbe influenzato la mia vita per tanto tempo.

Cosa è successo il 9 ottobre del 2011?

Durante una partita di calcio mi ruppi il legamento anteriore del crociato sinistro. Fu un incubo. Per mesi lottai contro il dolore per continuare a prepararmi per il test, sacrificando tempo e affetti personali. Finalmente, il 24 marzo 2012, superai brillantemente il test di ammissione, realizzando così un grande passo verso la realizzazione del sogno più grande della mia vita.

Già a 14 anni, per inseguire il tuo sogno, lasci dunque Ravenna e ti trasferisci da sola in montagna?

Si, a 14 ho lasciato la mia famiglia e i miei migliori amici per venire a vivere in Trentino. Passai il primo anno in un convitto associato alla scuola per poi prendere un appartamento in affitto e andare a vivere da sola. Gli anni del liceo della montagna sono stati i più belli della mia vita. Andavo a scuola la mattina e il pomeriggio, spostandomi con la mia ape 50, raggiungevo le falesie della zona e scalavo a più non posso. Continuai a migliorare e ad allenarmi sempre di più, scalando alcune delle mie vie-sogno in dolomiti e raggiungendo la catena di bellissimi tiri in falesia.

Finito il liceo, cosa è successo?

Finito il liceo nel giugno 2017, mi dedicai agli esami di Accompagnatore di media montagna e di maestro di snowboard. Superati entrambi questi esami ho iniziato a lavorare come maestra di snowboard nel dicembre 2017. Ho scoperto così un’altra mia grande passione: l’insegnamento. Adoro poter trasmettere la mia passione ad altre persone, studiando il metodo migliore per aiutarli ad imparare.

Benedetta Lucarelli

 

Quando hai iniziato invece il percorso per diventare guida alpina?

Presentato il curriculum nel gennaio 2018, ho iniziato i corsi guida a maggio e avrei dovuto finirlo a giugno 2020, salvo poi ritardare causa Coronavirus.

Come organizzi il tuo lavoro?

Esercito in estate la professione di accompagnatore di media montagna lavorando il più possibile con turisti stranieri, in particolar modo coreani e allo stesso tempo studio: dal settembre 2018 sono inoltre iscritta alla Facoltà di Filosofia.

Cosa rappresenta per te l’arrampicata?

L’arrampicata è da sempre la parte più importante della mia vita, è grazie ad esso che sono diventata quella che sono. Ho scalato in tutta Italia e in vari stati dell’Europa, oltre ad un recente viaggio arrampicatorio in terra australiana; tuttavia nessun posto sarà mai come il Trentino. Ormai 8 anni fa, questa regione mi ha accolta, mi ha permesso di vivere ogni giorno un sogno, mi ha dato la casa che ho sempre sognato.

Spero a breve di coronare il mio più grande sogno diventando una brava guida alpina, per poi pormi obbiettivi sempre più stimolanti. La mia più grande paura è la noia.

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