ARRAMPICATA SUL GHIACCIO: STORIA E FUTURO

La prima gara documentata di arrampicata su ghiaccio si tenne sul ghiacciaio della Brenva a Courmayeur, in Italia, nel 1912, segnando l’inizio ufficiale di questo sport.

Ma fu solo 60 anni dopo che questo sport iniziò a catturare l’attenzione dei migliori alpinisti, con la nascita della piccozza a manico curvo, ideata da Hamis MacInees. Allo stesso tempo ci furono notevoli progressi anche nella progettazione dei ramponi da ghiaccio, consentendo agli scalatori di salire in modo più rapido ed efficace. Prima del brevetto dei ramponi con le punte frontali, gli scalatori dovevano con molta fatica scavare dei veri e propri gradini nel ghiaccio. I primi ramponi con le punte frontali furono progettati da Grivel nel 1932.

La nuova tecnica frontale di salita su ghiaccio, battezzata “piolet traction“, si basa invece sull’uso di due piccozze e di ramponi con punte frontali. Gli alpinisti iniziano così ad affrontare la parete con la “faccia a monte”: salgono piantando nel ghiaccio alternativamente le  piccozze e le punte frontali dei ramponi, senza più spendere tempo ed energie per scavare infiniti scalini.

Un altro punto di svolta fu determinato dallo sviluppo delle viti da ghiaccio tubolari, che potevano essere installate a mano.

Ora, la popolarità dell’arrampicata su ghiaccio è in continua crescita ma il suo futuro è incerto. Gli inverni sempre più caldi e i ghiacciai in continuo scioglimento rendono le montagne sempre più pericolose ogni anno che passa.

La scarsezza di cascate di ghiaccio e la popolarità in costante aumento di questa disciplina sono in costante collisione.

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