Islanda Trek: un racconto dalla terra del fuoco, del ghiaccio e dell’amicizia

L’Islanda è terra inquieta. Brucia sotto la lava del vulcano Fagradalsfjall che a Marzo si è risvegliato dopo 6.000 anni di torpore e che contribuisce a rivestire la terra di rocce accuminate ma leggerissime.

Gela a causa del ghiacciaio Vatnajökull, il più grande d’Europa, che, sciogliendosi, abbandona blocchi di ghiaccio grandi come palazzi e rilucenti come diamanti, che fluttuano pacificamente verso l’Oceano Atlantico.

Allo stesso tempo è terra di quiete maestosa: distese colore ocra, prati rigogliosi, acque termali, sontuose cascate, arcobaleni, pozze di acqua calda che nascono nelle caldere di vulcani ormai stanchi, panorami aspri e duri che variano continuamente nei colori e nella composizione geologica e morfologica.

Il modo migliore per lasciarsi conquistare da tutto questo è il Trekking del Laugavegur un percorso di circa 80km che va affrontato con lo spirito di ritrovare l’essenziale di ciò che veramente serve per (soprav)vivere: cibo, acqua, sacco a pelo, tenda ed un buon paio di scarponi. Magari anche un pannello solare, per avere sempre la traccia GPX a disposizione e un gruppo di viaggiatori affiatati.

TAPPA #1: 24,6km da SKOGAR a BASAN

La cascata di Skogafoss ci dà il benvenuto: una maestosa colonna d’acqua incorniciata da arcobaleni. Iniziamo la salita, ignari che la prima tappa ci avrebbe riservato più di 1.400 mt di dislivello e 10 ore di cammino. Le cascate si susseguono una dopo l’altra, per lasciare poi spazio al primo cambio di panorama: dopo 9km si dipinge davanti a noi una cupola di ghiaccio su cui si intravede un sentiero di orme: la nostra traccia per attraversarlo. Arrivati in cima ci ritroviamo in mezzo al fiume di lava lascito della famosa eruzione che nel 2010 ha bloccato il traffico aereo europeo. Non facciamo quasi a tempo a realizzare di essere nel bel mezzo del cratere che veniamo colti da una tempesta di sabbia lavica che ci lascia la sensazione di essere stati catapultati in un pianeta inesplorato. E sono passate solo 6 ore dall’inizio del trekking. La progressione fino al primo campo è lenta ma costante (e finalmente in discesa). Arriviamo alle 23 passate, in tempo per montare le tende ed accendere il fornelletto prima del tramonto del Sole di Mezzanotte.

TAPPA #2: 19,4km da BASAN a BOTNAR

Dormire in tenda consente di riposarsi solo quel tanto che basta per riprendere il cammino. L’energia arriva dal porridge liofilizzato e dal caffè della piccola caffettiera da campo. La seconda tappa si prospetta più semplice. I guardi ai fiumi gelidi la rendono più interessante. Lo sguardo si perde nell’orizzonte infinito di distese di terra lavica e i 18 kg dello zaino sulle spalle sono sopportabili solo grazie alle chiacchiere con i compagni di viaggio. Arriviamo al campo, adagiato su di una zona collinare dall’aspetto magico e surreale.

TAPPA #3: 16,6km da BOTNAR a ALFTAVAN

Siamo in montagna, la notte è fredda, nonostante il sacco a pelo con temperatura confort -1°C. Il risveglio è reso difficile da un dolore al ginocchio che si risveglia con me. Fortunatamente abbiamo un medico nel gruppo che mi ridà la carica con un antinfiammatorio il cui effetto si esaurisce presto. Quello che accade dopo è magico come l’Islanda: i miei compagni di viaggio si fanno carico di pezzi del mio zaino per alleggerirmi completamente e permettermi di arrivare alla meta della giornata. Il dolore è a tratti insopportabile ma è nelle avversità che si riconosce la solidarietà: incontriamo una traccia percorribile in auto ed una famiglia di islandesi che mi aiuta a guadare un fiume caricandomi sul predellino della loro jeep. Il campo appare come un miraggio e la quiete del lago che lo circonda è contagiosa.

TAPPA #4: 12km da ALFTAVAN a HRAFNTINNUSKER

Decido di lasciare il lasciare il gruppo e affrontare la successiva tappa in jeep. La delusione è fortissima perché i miei compagni di viaggio hanno avuto l’opportunità di attraversare un ghiacciaio…da sotto! Mi godo comunque il paesaggio lunare creato dalle stratificazioni di millenarie eruzioni vulcaniche e fumarole che sembrano aprire un passaggio diretto con il centro della Terra.

TAPPA #5: 12,3km da HRAFNTINNUSKER a LANDMANNALAUGAR

Nell’ultimo giorno del trekking attraversiamo le variopinte colline di riolite e resti di ossidiana. Siamo nelle Highlands, entroterra incontaminato dove sono solo poche, sperdute, pecore a farci compagnia. La meta del nostro trekking sono le sorgenti di acqua calda. E’ Ferragosto e quale migliore modo per festeggiare che immergersi in una pozza geotermale…bollente? L’acqua è viscida ma il sollievo è incredibile e da qui riprendiamo l’autobus che ci ripoterà a Reykjavík dove continueremo la nostra avventura in Islanda in 4×4.

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