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UNA ESTATE A 4000

by Barbara Girod

L’estate del 2018 è stata per me il proseguo dell’inverno, un anno tutto sugli sci, ebbene sì, non ho mai smesso di sciare nemmeno a ferragosto! Da quasi 3 anni ho un problema ad un ginocchio che mi impedisce di camminare e quindi gli sci sono stati la mia salvezza ed i miei compagni di avventura!

Direte che sono pazza ma sono innamorata della montagna e della neve. Mio nonno era una Guida Alpina, e anche se non l’ho mai conosciuto (è morto in un incidente sul Castore quando mia madre era una bambina) mi ha trasmesso la passione per le alte cime e quando sono lassù Lui è con me.

Sono nata e cresciuta a Gressoney-La-Trinité ai piedi del Monte Rosa, una montagna magnifica, con oltre 16 vette alte più di 4000 metri, il paradiso del freeride, dello scialpinismo e dell’alpinismo. Nonostante il caldo le condizioni del ghiacciaio nel 2018 sono state ottime e ho potuto quindi sciare sempre su bella neve e qualche volta anche in fresca!

Non avevo in mente nessun record e nessuna sfida, ma piano piano le salite aumentavano e a fine estate mi sono ritrovata con più di 40 ascese sul Monte Rosa, tutte con gli sci. Guide, rifugisti e addetti ai lavori erano ormai abituati a vedermi passare e mi chiedevano: “A quante salite siamo?” mai avrei pensato di farne così tante!

Barbara Girod

Una delle mie mete preferite, è stata la Capanna Regina Margherita alla Punta Gnifetti (4.554 m), il Rifugio più alto d’Europa. Per ben 30 volte sono arrivata in rifugio, un luogo che adoro e che consiglio calorosamente a ogni amante della montagna, varcando la sua porta si entra in una sorta di scrigno del tempo: La Margherita è li dal 1893 a quasi 5000 metri, è fatta di legno e lamiera ma sopravvive a tempeste di neve, ghiaccio, al gelo dell’inverno che arriva spesso a -30 gradi. Vi sono pochi luoghi al mondo come la “Marghe”.

Devo ammettere che alcuni giorni salendo nel vento gelido o sotto nevicate mi sono ripromessa che il prossimo giorno libero lo avrei trascorso al mare – e invece no – appena potevo infilavo picca, pelli e ramponi nello zaino, sciolinavo gli sci e partivo per il ghiacciaio. Le persone che mi vedevano bardata da sci in funivia ad agosto erano piuttosto stranite ma poi quando le incontravo in discesa cambiavano espressione.

Oltre alla Punta Gnifetti (4554m) sono riuscita a fare tutte le altre vette del Rosa, tranne la Dufour (4636m) e la Nordend (4609m) che non sono raggiungibili con gli sci dalla via normale italiana e sono tecnicamente più impegnative da fare in giornata.

Naturalmente non sono salita sempre da sola e devo ringraziare di aver trovato dei compagni di cordata un po’ pazzi e con ancora la voglia di sciare in piena estate. Alcuni non erano mai stati sul ghiacciaio altri invece avevano più esperienza di me, ma da tutti ho imparato tanto e soprattutto mi sono divertita tanto, è impossibile non essere felici con quel paradiso tutto intorno.

Nella sfortuna di non poter camminare mi sono ritrovata a vivere una delle più belle estati della mia vita, nel luogo che più amo, ho condiviso con delle persone straordinarie pellate, sciate, risate, merendine, racconti e perché no anche il un piccolo record di 40 salire con gli sci sopra i 4000 metri in una sola estate.

Dopo questa bella estate dovrei, in teoria, averne fatto scorta ma se potessi risalirei altre 50 volte. Se non siete ancora stati sul Monte Rosa aggiungetelo alla vostra lista. È un luogo unico che vi lascerà sempre la voglia di tornarci. Provare per credere.

Oggi il mio ginocchio mi costringe in casa a vivere dei ricordi di quella splendida estate in quota ma spero di tornare presto al mio posto, a fare tutto ciò che amo sul mio Monte Rosa.

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