Maria Piaz, “Mare del Pordoi”

“ Mare del Pordoi”, madre del Pordoi, così è stata soprannominata Maria Piaz, colei che in gran parte ha contribuito allo sviluppo dell’economia turistica del Pordoi.

Nasce nel 1877 a Pera di Fassa, e, nel 1902, con l’aiuto del padre acquista un capanno, proprio a Passo Pordoi, l’obiettivo è quello di offrire un punto di ristoro per chi si trovava ad attraversa il passo per proseguire verso la Val di Fassa, la Val Gardena e la Val Badia.

Grazie all’inaugurazione e all’apertura della Strada delle Dolomiti e ad una serie di altri investimenti, il Passo Pordoi, si affermò sempre di più.

Lo sviluppo di questa Strada, che parte da Trento e arriva ad Arabba, è stato pensato proprio per favorire lo sviluppo dell’economia turistica: già all’epoca, la bellezza delle Dolomiti, era di interesse mondiale.

Durante il la I Guerra Mondiale, essendo il Passo vicino al confine tra l’Impero Austro-Ungarico e il Regno di Italia,  i locali vennero requisiti e chiusi, o utilizzati a scopo militare, e divenne una zona di guerra.

In questo periodo Maria venne imprigionata per aver aiutato degli irridentisti a passare il confine e venne anche internata al campo di concentramento di Katzenau.

Dopo anni di distruzione però Maria non si diede per vinta e, nel 1961, con il figlio Francesco, iniziò i lavori per costruire la Funivia del Sass Pordoi, una delle prime funivie delle Dolomiti, che porta direttamente alla Terrazza delle Dolomiti, meta ad oggi sempre più amata dai turisti di tutto il mondo.

Il progetto non fu semplice: inizialmente era prevista la costruzione di una seggiovia. Questa opzione venne scartata in quanto, nei momenti di forte vento, vi era il rischio che i seggiolini andassero a sbattere contro la roccia.

Così si sviluppò una delle prime funivie delle Dolomiti.

La “ Mare del Pordoi”, con un’occhio all’avanguardia, è stata una pioniera del turismo, e proprio a lei è dedicata la “ Via Maria”, sul Sass Pordoi.
È morta all’età di 94 anni, nel 1971.

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