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IO E I MIEI ALPACA

by Donne di Montagna

Li chiama “i miei bambini”, ne ha ben 5 e vivono con lei al Rifugio Casarota “L. Ciola” (Altopiano della Vigolana  – Trentino).  Stiamo parlando di Lorenza Delama, 50 anni, e dei suoi alpaca. Lorenza, aiutata dalla famiglia e dalla figlia Laura di 24 anni, gestisce il rifugio dal 2014. La struttura è aperta tutto l’anno nei fine settimana con qualsiasi condizione meteo, per garantire la sicurezza in montagna e un punto di approdo sicuro per tutti gli escursionisti.  Da fine maggio ad inizio ottobre, il rifugio è aperto tutti i giorni e Lorenza si trasferisce quindi in quota.. con i suoi alpaca..

Lorenza e i suoi alpaca

Lorenza, da dove nasce questa passsione per gli alpaca? 

Sono sempre stata appassionata delle nobili lavorazioni della lana. Spesso i pastori me ne ragalavano e io la lavoravo. Ho pensato quindi di prendermi della capre, ma sono animali troppo difficili da tenere, perchè senza un recinto tendono a scappare. Allora ho fatto una ricerca e ho capito che l’alpaca era l’animale che cercavo: rinomato per la sua lana è adatto al pascolo in quota.

Quindi realizzi capi con la lana di alpaca? 

Inizio a tosare gli alpaca ad inizio giugno, poi filo la lana con l’arcolaio per evitare la cardatura e poi realizzo maglioni, calzetti e berretti per la mia famiglia. Non faccio commercio, è solo una passione personale.

Rifugio Casarota “L. Ciola”

La tua attività principale è la gestione del rifugio, quali difficoltà comporta tale attività? 

Diciamo che questo lavoro mi piace tantissimo, anche con le sue difficolta. Qui, ad esempio, non arriva la corrente elettrica, ma sfruttiamo solo l’energia derivante dai pannelli solari. Possiamo usare solo l’affettatrice e il frigo, i piatti e i vestiti li devo lavare tutti a mano: qui non c’è nè lavatrice nè lavastoviglie. Non abbiamo elettrodomestici per realizzare torte e dolci, quindi le preparazione avviene manualmente. Abbiamo 36 posti letto, senza doccia. Qui l’acqua è poca: abbiamo un’ unica sorgente, io recupero anche l’acqua piovana. L’acqua non va sprecata!

Perchè hai scelto di gestire questo rifugio? 

Prima ne gestivo un altro, dove si poteva arrivare con qualsiasi mezzo. Ho scelto questo rifugio per la gente che lo frequenta. Qui si può arrivare solo a piedi, non in moto, macchina o a cavallo. Si arriva dopo una facile camminata, ma di un’ora e mezza. Le persone che frequentano questo rifugio hanno la cultura della montagna, non mi chiedono la pizza, il gelato o la wi-fi.

 

Per info: http://www.rifugiocasarota.altervista.org/index.html

COME ARRIVARE: 

DAL SINDECK IL SENTIERO CONSIGLIATO IL 442 CON PARTENZA, PARCHEGGIARE PRESSO RISTORANTE SINDECK.
SINDECK  – CASAROTA: DISTANZA 2.66 Km, ASCESA TOTALE  506  m

TEMPO PERCORRENZA  1.20 ore

 DAI FRISANCHI IL SENTIERO DI RIFERIMENTO 432   CHIAMATO   “SENTIERO DEI PASTORI”  CON PARTENZA E  PARCHEGGIO AI  FRISANCHI.   DISTANZA  4,2 Km, ASCESA TOTALE  525 m

TEMPO PERCORRENZA 2 ORE

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