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GRAZIANA PÈ, LA TRIGRE DELLE ULTRA

by Marzia Bortolameotti

Non passa certo inosservata. Capello corto, rasato dietro e ciuffo colorato davanti, un’enorme Geisha tatuata sulla schiena e una imponente tigre sulla coscia, pronta a mordere la polvere dei sentieri che percorre. Donna forte, carismatica e determinata, Graziana Pè è una delle migliori al mondo nelle Ultratrail, tanto che la North Face l’ha scelta come Ambassador e la Mulatero Editore, le ha dedicato la copertina del suo ultimo libro “Trail Rock Girls”.

Graziana, classe 1980, originaria di Brescia, ora vive vicino al lago d’Iseo, da piccola odiava la montagna, ora le Orobie sono il suo “parco giochi”. Ha iniziato a correre relativamente tardi e, quando lo ha fatto, ha iniziato con il botto. La sua prima gara è stata, infatti, la CCC 100km. Oltre alla corsa, adora l’alpinismo, lo scialpinismo e la bici.

Graziana Pè

Come hai scoperto il trailruninng? È vero che da piccola odiavi la montagna?

Da piccola odiavo la montagna, mi trasmetteva un senso di angoscia, anche se sono cresciuta in una famiglia dove la montagna era parte della vita quotidiana. Il Trail Running l’ho scoperto tardi, dopo i 32 anni. Ho iniziato ad approcciarmi alla corsa senza aver alcun passato da sportiva, non avevo mai corso prima. A farmi iniziare è stato mio marito, Alberto.

Quanto ti appoggia tuo marito nelle tue attività e sfide?

Alberto per me è fondamentale nelle gare lunghe. La sua presenza di assistente mi rende serena, mentalmente riesco a dividere la gara in vari step, concentrandomi sui vari segmenti della gara, perché sono sicura che, alla prossima base vita, lo vedrò. Alberto è molto contento di quello che faccio, mi lascia libera di fare le mie scelte e non mi trasmette ansia o pressioni sui risultati.

Cosa ti trasmette la corsa?

La corsa mi trasmette libertà, mi sento me stessa senza paura di piacere agli altri. L’ambiente naturale, per me, è la dimensione reale. Quando riesco a mettermi in gioco, sia in gara che negli allenamenti, la montagna mi sembra un parco giochi, dove riesco a diventare un tutt’uno con la natura che mi circonda, non avendo paura dei pericoli ma portandole sempre gran rispetto. La montagna è sempre la padrona, alla fine è lei che decide.

 Hai lasciato di recente il lavoro per dedicarti alla tua passione, come mai?

Circa due anni fa ho lasciato il mio lavoro dopo 21 anni di parrucchiera: lavoravo con mio cognato (il marito di mia sorella) perché ultimamente non riuscivamo più a trovare un punto di incontro con la mia passione. Ora lavoro di pomeriggio, mentre la mattina mi alleno.

Curi molto il look, diciamo che non passi inosservata nemmeno per i tuoi tatuaggi.. quanti ne hai e cosa rappresentano?

Si sono sempre stata così.. un pò stravagante, ma non per dimostrare niente a nessuno. Chi mi conosce sa che sono così da sempre. Ho molti tatuaggi. I due più importanti sono: una geisha guerriera sulla schiena e sulla coscia una tigre: segno di forza.

Dove ti alleni principalmente, qual è il tuo posto del cuore in montagna?

Principalmente mi alleno a casa, quindi zona Lago d’Iseo o sulle Orobie, montagne dure, selvagge e bellissime.

 A luglio fari l’Andorra Euforia, una gara di quasi 240 chilometri in totale autonomia, solo con tracce Gps. Nessuna coppia femminile l’ha mai terminata. Ce la farete?

Quest’anno a luglio faremo Andorra Euphoria, con la mia amica Rossana Morè, gara molto dura 233 km e 20.000 D+ in totale autosufficienza con GPS. In questa gara nessuna coppia femminile è mai arrivata al traguardo speriamo di arrivare ad Ordino. Noi ce la metteremo tutta.

A che competizioni punti quest’anno? Ne prepari una in particolare?

Ho più di un progetto in mente, la mia testa continua a pensare ad un sacco di cose, ma alcuni progetti sono molto costosi e questo rende tutto più difficile, ma ce la metterò tutta per riuscire a realizzarli.

Mulatero editore ti ha dedicato la copertina dell’ultimo libro, Trail Rock Girls..e ti ha associato alla canzone “Rebel Girl”, ti si addice?

Simone Sarasso ha azzeccato in pieno la canzone, sono molto felice ed onorata per essere stata scelta tra le donne più forti e carismatiche del Trail mondiale.

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