Val di Rhemes: il lago di Tsanteleina

Scheda itinerario
Località: Val di Rhemes
Start: Thumel (Rhemes Notre-Dame 1860 m)
Durata: 3.00 h
Dislivello: 850+
Difficoltà: EE 

Buongiorno Donne di Montagna!! 

La Valle d’Aosta continua a regalarmi emozioni, non solo per i luoghi meravigliosi che sto scoprendo ma anche per le belle persone che sto incontrando, o come in questo caso rincontrando. Oggi mi sono avventurata in Val di Rhemes, ai confini del Parco Nazionale del Gran Paradiso, per andare a vedere un posto meraviglioso: il Lago di Tsanteleina (2696 m)
Con me c’è Silvia, un’altra fantastica donna di montagna! Eravamo compagne di liceo ed erano un sacco di anni che non ci vedevamo, ma la passione per i monti ci ha fatto ritrovare ed è stato bellissimo! 

Abbiamo lasciato la macchina a Thumel (1860 m), poco dopo l’abitato di Rhemes Notre-Dame, ed abbiamo preso il sentiero (segnavia n. 13) che porta al Rifugio Benevolo (2287 m)
Per tutto il tragitto la vista è stupenda, siamo circondate dalle mille sfumature dei fiori che colorano i prati, con il rumore dell’acqua della Dora di Rhemes in sottofondo e il fascino delle cascate. 

Una volta arrivate al rifugio il panorama non è assolutamente da meno! Davanti a noi si stagliano i ghiacciai di Lavassey e di Fond che chiudono la testata della valle e imponente domina il versante nord-orientale della Granta Parei che in patois (la lingua locale) significa “grande parete”. È una delle poche formazioni rocciose presenti in Valle d’Aosta composta da dolomia e calcare. 
Dal rifugio seguiamo i cartelli con indicato Col Tsanteleina (segnavia n. 13C). Superiamo i ruderi degli alpeggi di Sauches e con un traverso raggiungiamo una stretta cengia (esposta per alcune decine di metri) che si percorre in sicurezza grazie ad alcune corde fisse. 

Alziamo gli occhi nella speranza di vedere qualche animale sui pendii che ci circondano ma abbiamo una sorpresa ancora più bella: sopra di noi vola un gipeto. Lo conoscete questo animale? In passato lo si riteneva responsabile di predazioni alle pecore e di rapimenti di bambini per questo fu vittima di un processo di demonizzazione che portò alla sua estinzione sulle Alpi nel 1912 quando venne abbattuto l’ultimo esemplare proprio qui in Val di Rhemes. Fortunatamente negli ultimi trent’anni il gipeto è tornato a popolare la catena alpina. Ha un’apertura alare di 3 metri, la testa e il collo sono di color bianco e quando è in volo assomiglia ad una croce avendo le ali appuntite, la testa sporgente e la coda a rombo. Come tutti gli avvoltoi non è un predatore ma si nutre di carcasse, lascia agli altri animali le parti molli tenendo per sé le ossa che riesce ad ingoiare intere (anche fino ad una grandezza di 25 cm), oppure le lascia cadere in volo facendole frantumare per poi mangiare il midollo. 

Ancora affascinate dalla vista di questo animale continuiamo lungo il nostro itinerario e raggiunto il piccolo lago della Granta Parei proseguiamo verso la dorsale morenica. Seguendo bolli gialli ed ometti raggiungiamo l’ampia conca che ospita il Lac de Tsanteleina (2696 m), che visto dall’alto sembra un bellissimo cuore
Ci troviamo in un ambiente maestoso, tanto inospitale quanto affascinante, con le acque del lago ancora ghiacciate. Siamo circondate da sconfinate distese di detriti, dalle piramidi rocciose del Roc du Fond, della Punta Calabre e dalla severa Granta Parei

Siamo sole di fronte a questo spettacolo della natura e ci godiamo il nostro pranzo immerse nei nostri pensieri. 
Anche questa giornata verrà sicuramente ricordata! 
Alla prossima avventura Donne! 

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