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SULLE TRACCE DEL TROFEO KIMA

by Ida Parisi
Questa volta vado da sola, perchè a volte serve camminare per monti in solitudine: è un viaggio dentro noi stessi, una riflessione, e perchè no, anche un mettersi alla prova, per vedere se riuscirò a gestire le mie paure.
La sera precedente prepara tutto, faccio colazione, saluto tutti e alle 7.10 son pronta, salgo in macchina e parto verso Filorera (850 mt), in provincia di Sondrio (Lombardia), in Val Masino. Dopo 3.30 h di viaggio arrivo al parcheggio, pagando un tiket si potrebbe proseguire fino a Predarossa, ma io voglio farla a piedi da qui. Purtroppo i primi km sono su asfalto, che cuoce i piedi. Arrivo al Rifugio Scotti, vedo che a sinistra parte un sentierino, lo prendo, e per fortuna, perchè seppur ripido mi farà tagliare un sacco di tornanti, e in breve sono a Predarossa (1940 metri).

Da più di 20 anni il Trofeo Kima è un evento di punta per gli skyrunner

 Ci sono una decina di macchine parcheggiate, faccio qualche foto al paesaggio è davvero bellissimo. Imbocco il sentiero che mi porterà al Rif. Ponti (2559 metri), dove passerò la notte, l’ambiente si fa più selvaggio, mi piace molto, cammino leggera, me lo voglio godere questo Sentiero Roma! Stasera si dovrebbe vedere la “Luna rossa”: strano fenomeno della natura.
Eccomi al Rifugio. Mi accoglie una simpatica ragazza, prendo un tè e mangio un panino, chiacchero con la ragaza , che si rivela una profonda conoscitrice della zona, mi spiega tutto sui vari passaggi e valichi del sentiero. E’ tutto così bello! Il Disgrazia ci sovrasta in tutta la sua bellezza (3648 mt), e tutt’intorno le creste di granito si susseguono intervallate da poca neve: stupendo!
Arrivano un po’ di nuvole e nebbia, ceniamo con un risotto alla bresaola e polenta e formaggio, squisito, assaggio anche la bisciola, tipico dolce Valtellinese fatto con uvetta, fichi secchi e mandorle, ottimo direi!. Il rifugio non è pieno, dormo nel camerone col piumone. La luna rossa non si farà vedere , quindi vado a letto.

Al mattino, i miei vicini di letto, si svegliano alle 5, vanno a scalare il Disgrazia, mi giro ma ormai non prendo più sonno. Poco dopo allora mi alzo, prendo le mie cose e scendo, esco, non è freddo, e la luna c’è: splendidamente gialla sta calando dietro la montagna. Faccio qualche scatto, il cielo è sereno e la giornata promette bene. Faccio un abbondante colazione, dormono ancora tutti, alle 7 son pronta e parto di buon passo verso la Bocchetta Roma 2894 mt, sorge il sole e sotto tanta nebbia, le ore del mattino sono le più belle.

Poi c’è una bella discesona, che mi diverte assai! Ora bisogna risalire verso il Passo del Cameraccio 2950 mt, punto più’ alto del giro ed anche il più tecnico . Sento delle voci, sono tre ragazzi, che con scarpette e zainetto provano il KIMA, gara prestigiosa imperdibile per gli skirunners che, in un giorno, percorre il Sentiero Roma per 52km, un percorso estremamente tecnico che si snoda su sette passi per un totale di 8.400 metri.
Ora il sentiero diventa più tecnico con cordini e per fortuna poca neve, ma mi permette una discesa veloce. Piccola salitella mi porta al Passo Torrone2508 mt, sovrastato dal Pizzo Torrone, ora si scende ancora e poco dopo intravedo il Rifugio Allievi 2384 mt, paesaggi bellissimi, proseguo su graniti, sfasciumi e rivoli d’acqua, gioia pura!

Sono solo le 11.30 sono in anticipo sui tempi (danno 6 ore dal Ponti all’ Allevi). Da soli non si chiacchera e si va veloci :-). Poi il telefono non prende quindi si sta concentrati solo sul paesaggio.
Riparto per il Passo Averta (2551 mt), anche quì qualche tratto attrezzato, e le marmotte che corrono qua e la spaventate, devo fare attenzione ai segni rossi, non sono sempre visibili, e quasi mai trovi l’indicazione del prossimo rifugio. Dopo l’Averta finalmente incontro due uomini, mi accerto che il prossimo sia il Passo Qualido 2647 mt: qui il panorama è davvero bello, ma vedo delle nuvolacce arrivare, non mi piacciono nemmeno un po’.

Scendo a metà vallata, inizia a piovere, devo decidere cosa fare, non voglio trovarmial Passo Camerozzo (2765 mt) col temporale,il tratto di sentiero che mi manca, quello per arrivare al Giannetti l’ho già fatto la scorsa estate con Linda, il temporale mi fa davvero paura, specialmente un quota, e con tratti attrezzati. Decido di scendere, passo dal Bivacco Molteni e prendo il sentiero che mi porterà in Val Masino, a 2000 mt più sotto: lunghissimo…
La decisione si rivelerà azzeccata, mi prendo pioggia, grandine, vento tuoni e fulmini, ho paura ma riesco a gestirla bene. Scendo veloce e arrivo a S. Martino stanca ma felice, tutto bene. Faccio autostop: ci sono ancora 4 km da fare sotto la pioggia! Si fermano due signori che mi portano a Filorera, li ringrazio tanto, ancora 15 minuti a piedi e sono alla macchina.
In totale oggi sono 27 km con 1500 d+ e 3000 d- una bella sgambata. Mi cambio e vado al centro polifunzionale della Montagna, una sorta di rifugio, prendo un tè ,ordino i Pizzoccheri per la cena, davvero ottimi. Poi stanca morta mi stendo sulla mia macchina attrezzata, ascolto pioggia e temporale al calduccio, e mi addormento. Il giorno seguente mi alzo presto e torno a casa con poco traffico domenicale, la famiglia mi aspetta!!

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